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A fare la parte del leone, ovviamente, ci sono le prime due banche italiane per attivi: ovvero Intesa Sanpaolo, guidata dal ceo Carlo Messina, e l'Unicredit del ceo Andrea Orcel
La Borsa italiana è storicamente bancocentrica, ma con i fiumi di utili e le speculazioni da risiko bancario degli ultimi anni il valore degli istituti di credito è letteralmente esploso. Basti pensare che i nove titoli del settore contenuti nel Ftse Mib, il paniere principale di Piazza Affari che ne accoglie in tutto quaranta, con i valori aggiornati al 14 agosto hanno raggiunto la quota di oltre 298 miliardi di euro. Considerando che il Ftse Mib nel suo complesso capitalizza nell'intorno di 850 miliardi, il peso delle sole banche è oltre un terzo dell'indice (alcune stime risalenti a fine luglio lo davano oltre il 38%).
A fare la parte del leone, ovviamente, ci sono le prime due banche italiane per attivi: ovvero Intesa Sanpaolo, guidata dal ceo Carlo Messina, e l'Unicredit del ceo Andrea Orcel. Questi due giganti, insieme, valgono oltre 205 miliardi (rispettivamente 98,1 e 107,4 miliardi) e pesano quasi un quarto del valore di Borsa. Entrambi sono reduci da conti semestrali di grande rilievo, dove hanno dimostrato una certa resilienza nonostante l'ostacolo di un ciclo di tagli ai tassi d'interesse della Banca centrale europea. Entrambe sono sul podio delle migliori banche dell'Unione europea per valore dietro alla sola Banco Santander (122 miliardi).






