L’industria dell’auto europea è in allerta. Alla tempesta perfetta che in cinque anni ha portato pandemia, crisi dei semiconduttori e rallentamento di vendite si sono aggiunte le minacce dei dazi americani e quelle della concorrenza cinese, capace in pochissimo tempo di popolare le nostre strade. Ed è proprio il tempo l’asso nella manica dei costruttori che vengono dalla Repubblica Popolare. Il loro trucco? L’accesso immediato a un bacino di tecnologie — dalle batterie ai sistemi avanzati di produzione industriale — che vengono sviluppate da aziende locali con un forte supporto governativo. Il risultato è che, in media, un grande gruppo cinese riesce a mettere sul mercato una nuova auto nella metà del tempo rispetto a un concorrente europeo, con evidenti vantaggi sui prezzi di vendita al pubblico.
La nuova Twingo realizzata in due anni
Per recuperare terreno i «nostri» marchi possono contare su una fidatissima alleata: la tecnologia. O, meglio, sull’intelligenza artificiale. È la corsa contro il tempo verso una nuova rivoluzione industriale per essere più competitivi ed efficienti. Il gruppo Renault è uno degli attori di questo cambiamento. Il costruttore francese sta lavorando per dimezzare in cinque anni i tempi di produzione dei propri veicoli: «La Megane del 2021 è stata realizzata in 4 anni. Poi, è arrivata la R5 che siamo riusciti a progettare e costruire in tre anni e nel 2026 la nuova Twingo sarà la prima auto europea ad arrivare sul mercato in due anni — spiega Laurens van den Acker, capo del design del gruppo (che comprende anche Dacia, Alpine e Mobilize) e membro del consiglio direttivo —. Il colpo di scena arriverà con la prossima compatta Dacia elettrica che prenderà vita in appena sedici mesi».








