Il teatro era vuoto. Ma lui continuò come nulla fosse. Era il 1997 e Pippo Baudo era il protagonista dello spettacolo teatrale «L’uomo che inventò la televisione» di Garinei e Giovannini. Lui era già la leggenda del piccolo schermo, ma quello show non funzionò. E così una sera, nel grande Teatro Smeraldo a Milano, ci ritrovammo in quattro seduti in platea. Centinaia di posti vuoti. Si aprì il sipario e Pippo naturalmente si rese conto del vuoto davanti a lui. Tirò dritto, due ore di show. Applausi finali: pochi, ma intensi. Andammo in camerino a salutarlo. Ci accolse con un grande abbraccio, colmo di gratitudine. Non era triste, solo un po’ amareggiato. Commentò con ironia l’assenza del pubblico che “forse avrà preferito restare a casa a vedere la tv”. Ci ringraziò con sentito affetto. E la sua gratitudine durò per sempre. Da vero gentiluomo siciliano non scordò mai quei quattro spettatori: a nessuno dei quattro fece mai mancare gli auguri di Natale e Pasqua.