Nel cuore della Val di Fiemme, incastonata tra le Dolomiti trentine, vive e prospera la Regola Feudale di Predazzo, una delle più antiche istituzioni comunitarie presenti in Italia. Affonda le sue radici nel Basso Medioevo ed è stata anzitutto riconosciuta quando il principe vescovo di Trento, Giorgio Hack von Themeswald, con l’atto del 13 ottobre 1447, ha concesso formalmente agli abitanti di Predazzo l’uso del monte Vardabio (oggi conosciuto come Monte Feudo), garantendo diritti di sfruttamento dei pascoli, delle acque e dei boschi.
La Regola Feudale di Predazzo, le storiche famiglie che da 600 anni governano 2.700 ettari di boschi e pascoli: «Ma se non hai figli maschi sei fuori»
L'antica istituzione è nata come forma di vassallaggio: ogni abitante si legava ad un «potente». Escluse dall'organizzazione le figlie femmine perché «disperdono il patrimonio comune»






