Un territorio ricco di una storia millenaria di cui oggi si ritrovano solo poche tracce ma tutta invece da scoprire perchè racconta un'Italia diversamente religiosa, quella dei Valdesi del '600.
Un territorio difeso strenuamente durante la seconda guerra mondiale dalla formazione resistente della brigata Val Chisone apartitica guidata dal maestro di sci Maggiorino Marcellin, nome di battaglia Butler, nato a Pragelato, morto a Sestriere, medaglia d'argento, protagonista con i suoi uomini di azioni di contrasto all'operazione Usignolo che portò rastrellamenti ed eccidi nazisti in questi monti.
Posti che oggi vivono sostanzialmente di turismo e pochissimo di quel pendolarismo interno fiorente di quando c'era la Fiat con i suoi stabilimenti produttivi.
Sono i borghi diffusi di Pragelato, La Ruà, La Val, quelli segnati dal corso del Chisone come la laterale Val Troncea, luoghi di montagna divisi tra lo spopolamento degli abitanti e il pienone turistico dell'estate o dell'inverno con le mille possibilità sciistiche della via Lattea, il circuito più grande d'Europa.
Ci racconta questi posti Luca Martin, una guida alpina che è testimone delle difficoltà della zona ma anche dell'amore per la custodia di queste montagne che sono stati sentieri della Resistenza, culla della cultura occitana, terra dei Valdesi perseguitati e massacrati (il Glorioso rimpatrio dei valdesi è uno degli itinerari simbolo della zona) e persino fantastica sperimentazione socialista ante litteram con la repubblica degli Escartons, che dal 1343 e per i successivi 400 anni nel territorio delle Alpi Cozie tra Briançon, Queyras, Oulx, Pragelato e Castel Delfino tra Piemonte e Francia ha autogovernato in libertà e condivisione persino con ruoli alle donne.







