Bologna – Si è spento 98 anni il partigiano “Carlo” Bruno Sarti, fu il primo, a 17 anni, a incontrare gli americani della Quinta armata che la sera del 19 aprile 1945 percorrevano coi carri armati il greto del Samoggia in direzione di Monteveglio, di quella sua esperienza scrisse un libro, “Diario di guerra-la mia amara giovinezza”, che raccontò ai tanti studenti che ha incontrato nel corso degli anni. Un ideale passaggio di consegne alle giovani generazioni di una storia che non va dimenticata. Nato a Bologna il 2 maggio 1927, Sarti fece parte del Battaglione Sozzi, della 63 ª Brigata Garibaldi Bolero. Venne incarcerato, durante un rastrellamento, alle Caserme Rosse in Corticella insieme ad altri partigiani, da dove riuscì a fuggire.
L’incontro con la Quinta armata americana
Venne riconosciuto partigiano dal 17 ottobre 1944 alla Liberazione. Negli anni 60 sarà segretario comunale in molti Comuni, da San Lazzaro a Castenaso, ad Anzola dell’Emilia, durante i due mandati del sindaco Adelmo Francheschini, dove contribuì a prendere tutte le decisioni innovative per l’industrializzazione e per il primo Piano Regolatore.
La dedica della figlia
La figlia Antonella lo ricorda così: “Vorrei avere la capacità che aveva mio padre per esprimere i sentimenti che accompagnano questa foto e quello che ho nel cuore. Così mi hai sempre accolto e in quell'abbraccio c'era tutto l'affetto che ci legava. Sei stato davvero un grande uomo babbo. Sei stato tanto, ma soprattutto umano. Hai vissuto una lunga vita e sono contenta di averne fatto parte. Da quando ho memoria dei tuoi racconti sofferti di infanzia e gioventù, ho sentito l'esigenza di darti quell'affetto che ti era stato negato per tanto tempo. So di esserci riuscita perché il nostro legame non aveva bisogno di parole. Hai saputo creare una bella famiglia. Grazie di tutto babbo”.






