La Valbormida e l’intera provincia di Savona piangono la scomparsa di Gianfranco Sangalli, classe 1927, uno dei simboli della Resistenza Ligure e figura instancabile dei valori di libertà e democrazia per i quali aveva combattuto come Partigiano nella 2ª Brigata Sambolino della 1ª Divisione Garibaldi “Bevilacqua”. Nato il 19 dicembre 1927, era conosciuto con il nome di battaglia ‘Diego’.
“Mi diedero quel nome perché era tipico della letteratura spagnola di cui ero appassionato”, soleva raccontare agli studenti che incontrava e durante gli eventi dell’Anpi “Pietro Alisei” di Cairo Montenotte di cui era Presidente onorario, e non solo: il suo nome figurava in molti tomi relativi alla Resistenza per essersi distinto per impegno e coraggio, e pubblicava i suoi ancora fulgidi ricordi/aneddoti partigiani attraverso le piattaforme social, con estrema lucidità e disincanto.
“Perché divenni partigiano? Appartengo a una famiglia che era famosa per il suo antifascismo, mio padre era già noto ai fascisti che venivano in Valle con le ‘squadracce’ da Savona nel 1921, li aspettava con la pistola”, narrava sempre con orgoglio.
“L’antifascismo mi ha nutrito e allevato, eravamo una famiglia antifascista, fu la mia storia, la mia destinazione: avevo 9 anni quando iniziai e sapevo già che il fascismo era una cosa cattiva, lo vedevo dagli atteggiamenti di mio padre. Poi nel 1943, ebbi i primi contatti con la formazione e aiutavamo i più grandicelli partigiani che di solito erano ex appartenenti al Regio Esercito e non dovevano farsi catturare dai tedeschi. Era dura, non c’erano viveri, né armi, né vestiario, ma non demordemmo mai”.






