Affida al sindaco «i compiti a casa». Dà «la linea» al direttore generale del Comune che gliela chiede. Si lamenta di un funzionario che gli «cancella due anni di lavoro». Ricorda al sindaco che una certa banca «contribuisce al buon andamento» di un certo progetto. Scambia inviti a cena a casa con il primo cittadino e rispettive mogli. E chissà se tutti gli operatori che abbiano una pratica urbanistica pendente in Comune, fuori dalle sedi formali hanno la possibilità — come lo sviluppatore immobiliare di Coima sgr, Manfredi Catella, nelle chat depositate dalla Procura in vista del ricorso difensivo il 20 agosto al Tribunale del Riesame contro gli arresti domiciliari del 31 luglio — di accedere direttamente al sindaco Beppe Sala quando ritengono che il Comune sbagli sui titoli edilizi.
Inchiesta urbanistica Milano, le chat di Catella con Sala e il city manager: «Mando il compito a casa». Il messaggio di Malangone: «Manfredi, hai qualche linea?»
Con l’iscrizione nel registro degli indagati del city manager del sindaco Sala, Christian Malangone, salgono a 75 le persone sotto inchiesta a Milano: per i pm gli uffici di Palazzo Marino sarebbero stati «asserviti alle utilità di una cerchia ristretta ed elitaria» in un sistema di presunta «degenerazione della gestione urbanistica»











