Affida al sindaco «i compiti a casa». Dà «la linea» al direttore generale del Comune che gliela chiede. Si lamenta di un funzionario che gli «cancella due anni di lavoro». Ricorda al sindaco che una certa banca «contribuisce al buon andamento» di un certo progetto. Scambia inviti a cena a casa con il primo cittadino e rispettive mogli. E chissà se tutti gli operatori che abbiano una pratica urbanistica pendente in Comune, fuori dalle sedi formali hanno la possibilità — come lo sviluppatore immobiliare di Coima sgr, Manfredi Catella, nelle chat depositate dalla Procura in vista del ricorso difensivo il 20 agosto al Tribunale del Riesame contro gli arresti domiciliari del 31 luglio — di accedere direttamente al sindaco Beppe Sala quando ritengono che il Comune sbagli sui titoli edilizi.