CAVALLINO-TREPORTI - «La nostra costa, con le sue estese spiagge sabbiose che degradano dolcemente verso il mare, rappresenta un modello di sicurezza e accoglienza per le famiglie con bambini. Ogni anno, il nostro litorale garantisce un sistema di sorveglianza e salvataggio capillare, con bagnini professionisti e postazioni di primo soccorso distribuite in modo efficace lungo le spiagge». Oltre il dolore, la sicurezza. A Cavallino-Treporti, e in tutto il litorale veneto, si continua a piangere per il povero Carlo Panizzo, il bambino di soli sei anni trovato senza vita nel mare di Ca' Ballarin, ma dagli amministratori delle città balneari si ribadisce la sicurezza di queste coste. A parlare è Roberta Nesto, sindaco di Cavallino-Treporti e presidente della Conferenza dei sindaci del litorale veneto. Su gran parte delle spiagge veneziane, da Sottomarina al Lido di Venezia, passando dalla stessa Cavallino-Treporti, quindi Jesolo, Caorle e Bibione, sventola la Bandiera Verde, il riconoscimento assegnato ogni anno da 3.075 pediatri che premia le località balneari davvero attente alle famiglie con bambini, valutando parametri concreti come l'acqua bassa vicino alla riva, sabbia fine per giocare, assistenza bagnanti, servizi igienici adeguati, aree d'ombra, strutture di ristoro. E ancora: sicurezza, accessibilità e pulizia. «La Bandiera Verde non è un bollino promozionale dice Roberta Nesto - ma il risultato di una valutazione indipendente basata su criteri tecnici rigorosi, che considera elementi fondamentali per il benessere dei più piccoli, come spazi di gioco sicuri, mare tranquillo, presenza costante di assistenza in acqua e strutture a misura di famiglia. Siamo dunque profondamente soddisfatti del livello di sicurezza delle nostre spiagge, che premia il lavoro collettivo di istituzioni, operatori e comunità. È la conferma di come la costa veneta non solo è tra le più sicure d'Italia, ma anche tra le più attente alle esigenze delle famiglie. Rinnovo il mio ringraziamento a chi ogni giorno si impegna per garantire standard elevati di accoglienza, sicurezza e vigilanza». La volontà dei comuni balneari però non è quella di fermarsi, semmai di investire ancora. «Continueremo a investire ribadisce la presidente dei sindaci - anche nella comunicazione rivolta alle famiglie e nella promozione dei valori della prevenzione, come fatto pure di recente il 25 luglio in occasione della Giornata Mondiale della Prevenzione dell'Annegamento, affinché le nostre spiagge restino un luogo dove bambini e genitori possano sentirsi sicuri, protetti e liberi di vivere la bellezza del mare e della natura». A ribadire l'alto livello qualitativo garantito dal servizio di salvataggio in mare sulle spiagge venete è anche Alessandro Berton, presidente regionale di Unionmare. «Parliamo di spiagge che in una stagione complessiva sottolinea Berton accolgono 34 milioni di presenze, nelle quali il servizio di assistenza ai bagnanti è un'eccellenza. Non entro nel merito di quanto accaduto lunedì, tuttavia quella catena umana che tutti abbiamo visto sulla spiaggia è l'esempio della professionalità e preparazione dei nostri operatori: in quella circostanza un bagnino ha accolto un indicazione della Capitaneria di porto e in pochi istanti ha allestito quella catena umana sulla spiaggia. Il servizio di salvataggio che garantiamo è un'eccellenza si tutta la costa veneta. Siamo stati i primi a investire in questo settore, anche in termini di offerta qualitativa nei confronti dell'ospite. Il servizio garantito ha una qualità altissima da trent'anni. Le nostre postazioni sono dotate di moto d'acqua, barelle, defibrillatori, tavole sup e unità cinofile. Siamo oltre, e di certo non da oggi ma da parecchi anni, rispetto a quanto prevede la normativa».