Forse la natura è più intelligente del suo inquilino più invadente: l’uomo. Almeno questo viene da pensare leggendo le conclusioni di uno studio della Nasa nelle acque artiche della Groenlandia, intorno al ghiacciaio più attivo dell’isola. Utilizzando un modello di calcolo del Massachusetts Institute of Technology, che incorpora quasi tutte le misurazioni oceaniche disponibili, raccolte da strumenti marini e satellitari negli ultimi tre decenni, i ricercatori hanno dimostrato che i nutrienti delle acque profonde, trasportati verso l’alto dal disgelo, hanno aumentato la crescita estiva del fitoplancton fino al 40%. Non tutto il male viene per nuocere, dunque? Il riscaldamento climatico, ormai evidente pure agli stolti, può migliorare la vita negli oceani, alimentando la fioritura di quei micro-organismi simili a piante, e presenti in tutti gli oceani, dai tropici ai poli, che assorbono CO2 e costituiscono la base della pesca globale.
I danni dell'uomo, ma la natura ci sorprende
Uno studio della Nasa nelle acque artiche della Groenlandia ha dimostrato che i nutrienti delle acque profonde, trasportati verso l’alto dal disgelo, hanno aumentato la crescita estiva del fitoplancton fino al 40%









