Dal gelato alle grattachecche, tra storia e gusto. Jacon Kenedy, chef e fondatore di Bocca di Lupo, Gelupo e Plaquemine Lock a Londra, ha stilato per conto del Financial Times una classifica dei sette migliori locali dove gustare coni e coppette.

Li ha assaporati dopo aver studiato l’importanza di questa pietanza per la capitale, dove si contano circa 1400 gelaterie. "Il gelato a Roma affonda le sue radici nella storia più antica della città – scrive – Gli antichi romani conservavano ghiaccio e neve compressa nei frigidaria (cantine isolate) per raffreddare il vino o mescolarli con succhi di frutta e miele. Quello che un tempo era un piacere dell’imperatore Nerone può ancora essere trovato oggi lungo le rive del Tevere, dove i grattacheccari, ovvero venditori di grattachecca, raschiano blocchi di ghiaccio con una pialla a mano, lo ammassano in bicchieri e lo inondano con infusi di frutta e sciroppi di mandorla o tamarindo”.

La prima gelateria dove Kenedy suggerisce di andare è Giolitti, che “nonostante abbia filiali in Medio Oriente e anche altrove, dopo cinque generazioni è ancora di proprietà della stessa famiglia”. I Giolitti, appunto, che “avviarono l’attività nel 1890, quando aprirono una latteria sulla Salita del Grillo e un bar in via degli Uffici del Vicario. Oggi in quest’ultimo locale otto gelatieri producono tra i mille e 1500 litri di prodotto al giorno. Tra i gusti suggeriti, la nocciola, l’anguria, il frutto della passione, la pesca bianca “leggera, croccante, aromatica”. C’è anche il gelato al riso. E per i più audaci “un delizioso sorbetto allo champagne”.