Qui non è solo un piatto. È storia, famiglia, emozione. Memoria e futuro. L’orecchietta è resilienza. E si cimenta nella sfida contro il potere social di smash burger e barbecue. Semola e acqua per promuovere una cultura che a Grottaglie, finestra di Puglia tra l’oriente e la murgia tarantina, si affaccia sulle ‘nchiosce: i vicoli bianchi e stretti del centro storico che, in pieno agosto, hanno ospitato undici chef e migliaia di visitatori, per celebrare proprio lei. Dal semplice sugo di pomodoro al sorprendente pesto di pala (la parte carnosa della pianta) di fico d’India, un cammino che sa di casa e di innovazione. Per i condimenti, ingredienti presidio Slow Food perché l’evento “Orecchiette nelle n’chiosce - On the road” dell’associazione “Le Idee non Mancano” valorizza la più grande tradizione gastronomica regionale e nutre anche il domani.
Mille gusti per la regina di Grottaglie
«Sono legato alle nostre radici, alla cucina della nonna e ho voluto far rivivere quel gusto di fuoco, sentire il fumo che sprigiona l’ulivo». Adriano Schiena, grottagliese, ha 29 anni e propone una versione con mozzarella, polpettine di vitello, caciocavallo e cottura in forno a legna che libera calore e curiosità, specialmente tra i turisti. «È il sapore della domenica, quando si mangiava tutti insieme. Ben vengano i piatti gourmet, che fanno like e condivisioni, ma credo siano mode passeggere».








