Da qualche giorno gli alleati degli Stati Uniti si chiedono quale versione di Donald Trump si presenterà in Alaska per negoziare con Vladimir Putin. Sarà il Trump di Helsinki del 2017, quando uscì dal colloquio con il presidente russo completamente confuso dalla propaganda del Cremlino, o sarà quello che da giorni minaccia sanzioni draconiane nei confronti di Mosca e promette che non farà alcun accordo senza la presenza dell’Ucraina? Quello che sappiamo è che Trump vuole chiudere un affare a tutti i costi e che potrebbe offrire concessioni interessanti a Putin per convincerlo. Il presidente americano potrebbe offrire l’accesso a risorse strategiche, comprese le terre rare, come incentivo per porre fine alla guerra in Ucraina, a più di tre anni dall’invasione da parte di Mosca.
Quello che sembra prendere forma in queste ore è la possibilità che la Casa Bianca abbia lavorato a un insieme di proposte economicamente vantaggiose per Mosca. Tra queste figurano la possibilità di aprire lo sfruttamento delle risorse naturali dell’Alaska a operatori russi e la rimozione di alcune sanzioni americane nei confronti dell’industria aeronautica russa. Le ipotesi allo studio comprendono anche la concessione a Putin dell’accesso ai giacimenti di terre rare presenti nei territori ucraini attualmente occupati dalla Russia, giacimenti che nei mesi scorsi sono stati in parte inclusi in una proposta di accordo consegnata dalla Casa Bianca al presidente ucraino, Volodymyr Zelensky: Trump vuole infatti non solo partecipare alla ricostruzione del Paese ma anche sfruttare le risorse minerarie per «ripagarsi» gli aiuti militari mandati in questi anni a Kiev. A preparare Trump all’incontro di Anchorage ci sarebbe anche il segretario al Tesoro Scott Bessent, insieme ad altri membri dell’amministrazione. Nel presentare l’incontro di oggi infatti Trump aveva promesso che avrebbe studiato e si sarebbe presentato preparato davanti a Putin, noto per le sue tecniche manipolatorie alle quali molti analisti scommettono che il presidente americano potrebbe cedere. Secondo gli analisti sarebbe proprio Bessent a valutare le concessioni economiche che gli Stati Uniti potrebbero offrire alla Russia per accelerare il raggiungimento di un accordo di cessate il fuoco. L’Ucraina custodisce circa il 10% delle riserve mondiali di litio, il metallo strategico per la produzione di batterie e tecnologie pulite. Due dei principali giacimenti si trovano oggi in territori occupati dall’esercito russo. E Putin, secondo fonti ucraine, avrebbe già messo le mani sulla loro gestione. «Sul tavolo ci sono diverse opzioni, e un accordo sulle terre rare è una di queste», ha confidato al Telegraph una fonte informata.











