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14 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 12:52
“Ho avuto molte buone conversazioni con lui. Poi vado a casa e vedo missili russi colpire appartamenti e ospedali in Ucraina”. Alla vigilia dell’incontro con Vladimir Putin alla Joint Base Elmendorf-Richardson di Anchorage, Alaska, Donald Trump mostra di non credere più di tanto alla possibilità che le cose in Ucraina cambino davvero. Il presidente sa che se non ottiene risultati tangibili dall’incontro con Putin rischia molto della sua credibilità internazionale. Le informazioni che arrivano dalla sua intelligence non sono esattamente confortanti. Di qui, lo sforzo chiaro di ridurre le aspettative. Il suo obiettivo in Alaska, dice, sarà solo ed esclusivamente un “cessate il fuoco”. Tutto il resto – confini, alleanze, pace definitiva – dovrà essere definito nel corso di un eventuale secondo incontro.
Le nuove dichiarazioni di Trump sono arrivate nel corso di una visita al John F. Kennedy Center for the Performing Arts di Washington. Il presidente ha minacciato Putin di “conseguenze severe”, nel caso non dia il via libera al cessate il fuoco. Subito dopo, ha però ricordato come nelle sue passate cinque conversazioni con Putin (da quando è tornato alla Casa Bianca, a gennaio), non sia “mai riuscito” a convincerlo a deporre le armi. Trump si è anche detto non particolarmente sorpreso di fronte a quanto ha scritto il New York Times alcuni giorni fa, e cioè che la Russia sarebbe responsabile di violazione dei sistemi informatici dei tribunali federali USA, che gestiscono dati altamente sensibili e vitali per la sicurezza nazionale. “È quello che fanno. Sono bravi. Noi siamo bravi. Anzi, siamo anche più bravi” ha detto Trump, che non ha risposto alla domanda di un giornalista, che gli chiedeva se parlerà della cosa durante l’incontro con Putin.













