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15 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 7:40

L’Olanda, fascinoso “plat pays” (“vlakke land”) che da sempre offre richiami storici, artistici e vastità – l’immenso Rembrandt, ad esempio, o le vertigini di van Gogh, o la luce di Delft di Vermeer e del grigio mare del Nord, dove il vento è l’unica barriera – unita al controcanto della Liguria, terra verticale e di profondità. Romanzo olandese (Scritturapura) di Marino Magliani mette a confronto le due terre e le due anime del bravissimo scrittore, nato in Val Prino, nell’entroterra di Imperia: dopo essere vissuto per anni tra Spagna e America Latina, alla fine del Novecento si è stabilito sulla costa olandese – a Zeewijk, quartiere costruito sul modello della Via Lattea – dove scrive e traduce.

Vale la pena di immergersi nelle profondità delle pagine di Marino Magliani, di centellinare le emozioni e la delicatezza che scorrono tra le sue righe. Romanzo olandese è una sonata in tre movimenti, è un trittico costituito da tre racconti lunghi: La talpa, Le vetrate di Rembrandt e Biografia di un paesaggio anfibio. Un tutto fortemente unitario perché l’autore offre una fitta e sottile rete di echi e richiami alla Liguria e anche perché uno dei temi dominanti è l’acqua, elemento che in Olanda – tra canali, dighe e polder, le terre bonificate dal mare e protette da argini – non abbandona mai l’orizzonte del nostro sguardo.