Il digitale può consentire ai cittadini di accedere ai servizi e di farlo in tempi brevi. Ma non sempre questo strumento raggiunge tutte le fasce della popolazione. Qualcuno rimane fuori. «La trasformazione digitale in Italia e in Europa - si legge in un report di Eurispes - cambia giorno dopo giorno il nostro modo di vivere, pensare e relazionarci. Per affrontare questa sfida, l’Ue ha messo a punto ‒ attraverso il Programma per il Decennio Digitale 2030 ‒ una strategia che punta a creare una società digitale giusta, inclusiva, sostenibile e resiliente».
«Gli obiettivi principali del programma si concentrano su quattro aree fondamentali: il capitale umano digitale, infrastrutture sicure e sostenibili, la digitalizzazione delle imprese e la modernizzazione dei servizi pubblici. L’Italia ha fatto propri questi obiettivi attraverso strumenti come il Pnrr, che prevede investimenti in connettività, 5G, digitalizzazione della Pa, semplificazione dei servizi e potenziamento delle competenze digitali. Anche in ambito educativo si sono avviate riforme per inserire l’educazione digitale nei percorsi scolastici. Tuttavia, questa azione collettiva risulta ancora molto sbilanciata verso l’aspetto tecnologico, lasciando in secondo piano la protezione dell’individuo» viene messo in evidenza.







