Timo Tjahjanto è partito alla conquista di Hollywood. Lo ha fatto con lo sfrenato action con Bob Odenkirk Io sono nessuno 2, dal 14 agosto in sala. Il grande regista indonesiano, autore dell’horror più impressionante del paese (assieme a Satan’s Slave di Joko Anwar) May the Devil Take You, e del più rilevante action (assieme a The Raid – Redenzione di Gareth Evans) La notte su di noi, è uno dei maggiori viventi. Nella sua filmografia, Tjahjanto alterna i due generi (con incursioni nel thriller come il nipponico Killers, incentrato su due assassini seriali) saltando dall’action – dal frenetico Headshot, dove torna a dirigere l’esperto di arti marziali Iko Uwais allo scatenato Big 4 passando per il sanguinosissimo The Shadow Strays – all’horror – dal sofisticato slasher Macabre ai terrificanti corti The Subject, Safe Heaven e L is for Libido. In comune, hanno tutti la presenza di scene d’azione incredibili e Io sono nessuno 2 non è da meno.Nel sequel del racconto sul killer in pensione costretto e tornare in azione dopo essersi messo contro la mafia russa, ritroviamo Bob Odenkirk di Hutch. Perseguitato dai guai, va in vacanza con la famiglia ma finisce (di nuovo) per far arrabbiare la perfida boss del crimine Lendina (una meravigliosa, glaciale Sharon Stone). I toni sono più leggeri rispetto a Io sono nessuno: “Il primo capitolo funziona bene perché è molto dark, ha una qualità fredda, spietata, è un film comico ma molto cupo” ci ha spiegato Timo Tjahjanto nel corso di un’intervista. “Poiché nel seguito la moglie e i figli sono più coinvolti, mi sono sentito più sicuro nel realizzare un'opera che, seppur violenta, è un film sulla famiglia”. Grazie anche al rapper Rza nei panni del cazzuto fratello di Hutch e soprattutto di Christopher Lloyd nei panni dell'attempatissimo assassino e padre dei due, le scene d’azione sono un tripudio di duelli, combattimenti, inseguimenti, ed esplosioni spettacolari. Ma, questa volta, meno cruente e adatte a un pubblico più ampio.Timo, hai dovuto trattenerti dal spingerti troppo oltre con la scene cruente, rispetto alle tue efferate pellicole indonesiane?Timo Tjahjanto: Penso di sì, a volte. Non è una cosa negativa, ma i miei film precedenti sono piuttosto violenti. Faccio questo lavoro da vent'anni, mostrando un tipo di violenza più estrema, ma visto che questo film ha una spiccata componente familiare, ho pensato che volevo sì mantenere una violenza incisiva, ma allo stesso tempo più accessibile.A proposito di rappresentazione della violenza - che nei tuoi film è davvero spettacolare, ma che magari potrebbe non essere apprezzata da tutti: come la “gestisci”?Grazie mille per apprezzarla! Penso che quello della violenza sia uno spettro molto ampio. Che tu ci creda o no, in realtà mi terrorizza nella vita reale, forse perché ci sono stato esposto a abbastanza presto nella mia vita. La violenza nei miei film è un modo per affrontare quel trauma. Tuttavia, penso che la violenza possa anche essere divertente se la si traduce in un modo strano, giocoso. Bisogna scegliere con cura quale tipo rappresentare, perché come regista devi saperlo. A volte la violenza cruda e viscerale che funziona nella tua testa potrebbe non funzionare per gli altri. Mi piace considerarmi un regista e un narratore, ma allo stesso tempo devo anche considerare la situazione. Il mondo si sta facendo sempre più oscuro e non mi sento di fare, adesso, un film che scuota il pubblico. Ma non si può mai sapere. Forse dopo Io sono nessuno 2 vorrò realizzare qualcosa di più estremo.Gli horror del sud-east asiatico e in particolare indonesiano attingono molto spesso al folklore e alla religione locali. Sono spesso anche estremamente sanguinosi e cruenti, proprio come Macabre, il film che espande il corto Dara, e un titolo fondamentale della cinematografia indonesiana come May the Devil Take You.Sai, è passato molto tempo tra Macabre e May the Devil Take You. Quando Kimo Stamboel e io abbiamo girato Macabre volevamo realizzare il film indonesiano più sanguinario di sempre. È stato uno dei primi slasher del paese. Con May the Devil Take penso di essermi spinto oltre, ma non perché volessi necessariamente puntare al gore. È lo stesso discorso che si può fare con la violenza: non ha senso edulcorare, bisogna essere onesti sugli effetti reali della malvagità. In ogni caso, non è necessario essere cruenti per suscitare brividi, anzi. Solo che a me viene meglio così.Ho una scena preferita per ciascuno dei tuoi film. C'è una scena, non importa di quale film, di cui sei particolarmente orgoglioso?Quali sono le tue preferite?Direi il taglio del braccio nel duello tra Operator ed Elena in La notte su di noi, la scena dello “smascheramento” in May the Devil Take You, quella in cui l’esperimento 99 di The Subject si vede allo specchio e quando Dara torna nella stanza del macello per affettare con la sega elettrica Adjie.Ottimo! A essere sincero, posso dire che in ognuno dei miei film c'è sempre una particolare scena di cui sono orgoglioso. Visto che stiamo parlando di Io sono nessuno 2, ti dirò che la sequenza dell’esplosione e della piscina è diventata la mia preferita appena l’ho girata. E poi sono molto fiero del duello di Rza, che è un mio eroe. Volevo che avesse una scena di combattimento tutta sua con la katana. Ho spiegato ai produttori che volevo girare una sequenza dove maneggia una spada giapponese e mi hanno risposto senza indugio: “È fantastico, facciamolo”. E la tua?Direi l’entrata in scena delle due donne killer che ricordano quelle di La notte su di noi: è una coincidenza?Quando abbiamo creato il personaggio di Lendina, interpretato da Sharon Stone, l’abbiamo descritta come la regina di un impero criminale. Quindi, se sei la regina, non combatti in prima persona, hai tanti altri al tuo servizio che lo fanno per te. E, ovviamente, hai due fedeli guardie del corpo femminili che picchiano al posto tuo. Lei potrebbe essere quella che sferra la pugnalata finale, ma non si sporca le mani. Ho avuto l’opportunità di inserire anche qui personaggi femminili forti, che è sempre stato un punto di forza in molti dei miei film.Il tuo primo lavoro è Dara, un corto su una serial killer. Ho amato che una volta tanto l'assassina seriale fosse una donna, e non una che uccide per difendersi da abusi o per vendetta, ma una vera maniaca che ama fare a pezzi gli uomini.Per me aveva perfettamente senso. Donne o uomini, siamo entrambi capaci di essere carnefici o di essere vittime.*La maggioranza dei film e dei corti di Timo Tjahjanto sono reperibili in streaming su Netflix, Prime Video e su Midnight Factory.
Il regista indonesiano maestro dell'horror Timo Tjahjanto ci parla del suo nuovo film Io sono nessuno 2 e… di molto altro
Autore di cult come May the Devil Take You e di pietre miliari dell'action come La notte su di noi si cimenta con il cinema hollywoodiano dirigendo Bob Odenkirk e Sharon Stone nell'esplosivo sequel dal 14 agosto in sala






