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Nel 2005 Google iniziò a pagare Mozilla, la società che sviluppa il browser Firefox, per essere il motore di ricerca predefinito della sua pagina iniziale. Da allora questi pagamenti sono aumentati di anno in anno, tanto che nel 2023 sono arrivati a essere l’85% delle entrate totali dell’azienda (555 milioni di dollari). Oggi Mozilla è di fatto dipendente da Google, che col suo browser Google Chrome è però anche il suo principale concorrente.

Secondo una recente sentenza di un tribunale statunitense, questo accordo con Mozilla è uno dei modi con i quali Google avrebbe ottenuto una posizione di monopolio tra i motori di ricerca. La sentenza fa parte di un grosso processo di antitrust contro Google avviato nel 2023 dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e da alcuni stati americani che è ancora in corso e per cui Google potrebbe essere costretto a rinunciare all’esclusiva su Firefox, o addirittura a vendere Chrome, il suo browser. Entrambi gli scenari sono stati definiti «molto spaventosi» da Eric Muhlheim, il direttore finanziario di Mozilla, che ha sottolineato come l’accordo con Google sia necessario per tenere in vita Firefox, senza il quale, nel settore dei browser, ci sarebbe ancora meno concorrenza.