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Ultimo aggiornamento: 7:49
Da persona non vedente avrebbe voluto affrontare un concorso informatico del ministero dell’Istruzione e del Merito in piena autonomia utilizzando un pc, con gli appositi ausili tecnologici, ma non gli è stato consentito: la procedura ha imposto che fosse affiancato da un tutor in carne e ossa che gli ha letto i quesiti dell’esame. Simone Dal Maso quel concorso, nonostante le criticità, lo ha affrontato e superato. Ma ora fa un appello perché il ministero si doti di strumenti adeguati per le esigenze di tutti: “Vorrei subito precisare”, dice a ilfattoquotidiano.it, “che non voglio assolutamente generare pietismo né fare polemiche inutili che non portano a niente, ma cercare invece soluzioni condivise, più efficaci e rispettose delle esigenze di tutte le persone, in particolare come me, non vedenti”.
La selezione “per la progressione dall’area degli Assistenti all’area dei Funzionari” risale al 12 dicembre scorso e si è svolta a Bologna. Dal Maso l’ha superata e da febbraio è funzionario informatico presso l’Ufficio scolastico provinciale di Padova. “Non mi è stato permesso di utilizzare il pc con gli ausili specifici per le persone non vedenti”, racconta Dal Maso, “ma mi è stato fornito un tutor, peraltro valido per il compito assegnatogli, che mi leggeva a voce i quesiti del concorso. Gli organizzatori però colpevolmente”, continua Dal Maso, “non si sono posti il problema di farmi lavorare in piena autonomia come dovrebbe spettare di diritto”. “Bisognerebbe porre molta più attenzione alle peculiari esigenze delle persone con disabilità (non vedenti, ndr)”, evidenzia l’attuale funzionario. La cosa “umiliante e paradossale”, ha definito Simone quella situazione in cui si è trovato, “è che si è trattato di una prova di informatica e non si poteva utilizzare il pc con una sintesi vocale per non vedenti”. Dal Maso ha “seriamente preso in considerazione l’idea di non partecipare, non essendomi stata data la possibilità di svolgere la prova in completa autonomia al pari degli altri”. Al di là della facile ironia di non poter usare un pc in una prova a carattere informatico, lo sforzo che questa soluzione richiede da parte della persona non vedente è enorme: non può leggere con i propri ritmi, né è possibile tornare indietro per riflettere su aspetti specifici della domanda, tutto diventa ancora più complesso.







