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24 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 8:59

La decisione del ministero dell’Istruzione e del Merito di rendere, da questa settimana, accessibile la piattaforma “Carta del docente” agli insegnanti che dispongano di eventuali residui dell’anno scolastico 2024/2025 e ai beneficiari di sentenze a cui è stata data esecuzione, ha sollevato una bufera che rischia di travolgere proprio il ministro Giuseppe Valditara che sarebbe – secondo i sindacati e Elisabetta Piccolotti, di Alleanza Verdi Sinistra– travolto da ricorsi da parte di coloro che hanno il contratto fino al 30 giugno e da parte di coloro che pur avendo già avuto il riconoscimento del tribunale non hanno ancora ottenuto un centesimo al punto da doversi rivolgere di nuovo ad un legale per la mancata ottemperanza di viale Trastevere.

Non è semplice ricostruire quanti sarebbero con esattezza i ricorsi ma secondo i sindacati si parla di 200 mila precari che hanno compilato le carte bollate. Tant’è che Piccolotti, con un’interrogazione parlamentare, ha segnalato che il ministero viene quasi sempre condannato anche a risarcire spese legali per circa due mila euro. Una montagna di costi che paiono essere già arrivati in tre anni “ad un miliardo di euro e che lieviteranno ancora, pare almeno fino ad un miliardo e mezzo” a detta di Avs. Numeri che le organizzazioni sindacali non smentiscono. Solo la Uil Scuola ha presentato oltre quindici mila ricorsi per la corretta attribuzione della Carta Docente; l’Anief 17.130 e la Gilda cinque mila.