«La stupirò, ma per una volta non sono pessimista. Donald Trump è in grado di spezzare la testardaggine di Vladimir Putin. Con quel misto di minacce e lusinghe che lo contraddistingue, cercherà di convincere il presidente russo a “non deludere un amico” e quindi a fermare in qualche modo la guerra. Potrebbe anche riuscirci». Sono giorni di lavoro intenso per tutti quelli che da quattro anni a questa parte definiamo come esperti, analisti, oppure osservatori talvolta bene informati, che siano fedeli al Cremlino oppure oppositori in esilio. Richieste di interviste, soprattutto dai media americani, offerte di articoli, domande per semplici dichiarazioni, tutti sintomi della frenesia agostana che si è scatenata dopo l’annuncio dell’incontro di domani in Alaska.