PIAZZOLA SUL BRENTA (PADOVA) - Il 14 agosto del 1991 il Parlamento, recependo una nuova diffusa sensibilità, approvò la Legge 281 sugli animali d’affezione. «Si potrebbe istituire in questa data la Festa dei cani perché la norma mise fine a una strage di innocenti stabilendo la non uccisione dei cani vaganti catturati e impegnando i Comuni alla costruzione di rifugi dove accogliere questi animali in attesa di una nuova adozione», spiega Giovanni Tonelotto, responsabile del Rifugio San Francesco a Presina di Piazzola sul Brenta, al quale afferiscono i 28 Comuni dell’Alta Padovana. A gestirlo è l’associazione Lega Nazionale per la difesa del Cane.
Nella ricorrenza fa un bilancio dell'attività del rifugio inaugurato nel 2003 e definito dalla Regione: «opera tra le più significative del Veneto sul piano edilizio, sociale e culturale, concreto esempio di collaborazione tra le parti». Sorge su un’area ricca di verde di 18mila metri quadri, in 22 anni ha accolto 6mila cani dandone in adozione il 91%. Oggi la struttura ospita 120 cani, vi operano una quarantina di giovani volontari e una decina di persone che scontano la pena alternativa al carcere. Accoglie persone con fragilità che, accanto agli animali, spesso ritrovano nuovo amore alla vita. È meta di scolaresche, cooperative, scout e gruppi parrocchiali. Massima la collaborazione con l'Ulss 6 Euganea.






