Non fate gli Highlander. Non chiedete troppo al vostro organismo, sovraccaricandolo con sforzi occasionalmente troppo intensi e senza la dovuta preparazione, nella classica partita di calcio tra scapoli e ammogliati o nella sfida a tennis. Il cuore e le arterie potrebbero risentirne, anche e soprattutto se non riuscite a respirare bene e avvertite il fiatone, segni di un’attività che va ben oltre le vostre possibilità.
L’attività fisica fa bene. Ma ci vuole attenzione e soprattutto bisogna essere preparati. Anche e soprattutto se ci sono fattori di rischio come il diabete di tipo 2. Per chi fa i conti con la malattia metabolica, in ogni caso, c’è una buona notizia. Il movimento “intelligente” anche solo nel fine settimana sarebbe sufficiente a ridurre i rischi di decesso per cause cardiovascolari del 33% rispetto a chi si lascia vincere dalla sedentarietà. Lo studio è apparso su Annals of Internal Medicine ed è stato curato da esperti dell’Harvard T.H. Chan School of Public Health, della Boston University School of Public Health, del Vanderbilt University Medical Center e della Capital Medical University. Sostanzialmente la ricerca sembra “sdoganare” l’abitudine all’attività fisica concentrata solo nel weekend.






