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Secondo il legale, anche alla luce dei nuovi elementi di contaminazione, esiste la possibilità che possa esserci una revisione del processo per Stasi

Il Dna "ignoto" trovato nella garza utilizzata per fare il tampone orale di Chiara Poggi non è più ignoto. La consulenza chiesta dalla procura di Pavia ha permesso di risalire al suo "proprietario", un uomo deceduto al quale è stata effettuata l'autopsia a ridosso di quella della vittima di Garlasco. Caso chiuso? No, anzi. L'indagine del procuratore Fabio Napoleone è aperta da 2 anni, ben prima che emergesse questo campione biologico, che è subentrato in un secondo momento aggiungendosi al resto, il che dimostra che non è mai stato determinante per la risoluzione del caso. Ma, soprattutto, crea un'evidenza ulteriore che nell'indagine del 2007 ci sono stati degli errori che, direttamente o indirettamente, inficiano la sentenza di condanna di Alberto Stasi. Questa è la lettura che viene data dagli avvocati di Stasi ma anche di legali esterni, che lo stanno seguendo anche come caso studio per capirne l'evoluzione giurisprudenziale.