Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.
Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.
Al centro della vicenda di Garlasco c'è ancora la consulenza fatta da Luciano Garofano sulla base di quella di Linarello che, però, pare non avrebbe dovuto avere
Il generale Luciano Garofano, che fino a poche settimane fa era consulente di Andrea Sempio, ha da poco lasciato il proprio incarico per divergenze con la difesa dell'unico indagato per la morte di Chiara Poggi a Garlasco. Tra i temi maggiormente discussi dell'ultimo periodo che lo riguardano c'è anche la consulenza fatta nel 2017 sul Dna di Andrea Sempio e mai depositata, fatta sulla base della consulenza del dottor Linarello, presentata dalla difesa di Alberto Stasi, unico condannato, che però non è chiaro se avrebbe potuto avere in quel periodo.
Il generale ha dichiarato che, una volta consegnata quella consulenza, lui è stato regolarmente pagato con un bonifico e da quel momento in poi non ha più saputo nulla della consulenza, finché quest'anno ha saputo che non è stata mai depositata. Garofano ha anche dichiarato che dava per scontato la bontà dei documenti ricevuti, non credendo mai che potessero essere coperti da segreto, perché provenienti dagli allora avvocati di Sempio. "Faccio una premessa credo ciecamente al Generale, ma devo farmi una domanda. Chi parla non è come la dottoressa Baldi, che è una scienziata e che fa la scienziata da una vita", ha dichiarato l'avvocato Antonio De Rensis, legale difensore di Alberto Stasi.






