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I blackout quotidiani non consentono di azionare le pompe idrauliche: è crisi

Non bastassero la fame, la carenza di medicinali e i blackout quotidiani, ora un'altra emergenza si abbatte su Cuba: oltre un milione di abitanti (sui 9 totali) non ha accesso all'acqua potabile a causa del collasso delle pompe idrauliche provocato dalle interruzioni di corrente nelle province di Santiago, Holguín e Ciego de Ávila. A L'Avana, 248mila persone ne sono prive da giorni e "la situazione è drammatica", ha ammesso persino il presidente dell'Istituto idrico statale, Antonio Rodríguez, al Granma, il giornale di regime.

Come se non bastasse, ieri una violenta tromba d'acqua ha colpito la capitale, lasciando interi quartieri come Luyanó allagati e al buio dopo che un fulmine ha messo fuori uso la rete elettrica. In pochi minuti l'acqua è penetrata in case e negozi, persino nelle rare abitazioni in buone condizioni. La corrente è tornata solo dopo due ore, ma l'acqua potabile che avrebbe dovuto essere pompata non è ovviamente arrivata. Le autorità comuniste hanno convocato una riunione d'emergenza invitando alla calma, ma la popolazione, esasperata, punta il dito contro il cronico mancato drenaggio e la pessima manutenzione, che trasformano ogni acquazzone in una trappola mortale nella capitale. Video di strade sommerse hanno invaso i social, mentre il Centro meteorologico cubano monitora la tempesta tropicale Erin, in formazione nell'Atlantico e potenziale primo uragano della stagione.