Un buen retiro isolato da tutto e tutti, che per due anni ospitò la principessa di Monaco
di Arianna Galati
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La villa segreta di Grace Kelly, titolo di un romanzo che nessuno ha ancora scritto. E che meriterebbe un approfondimento da inchiesta con annesso saggio psicologico, fosse anche spicciolo, per spiegare la fascinazione sottile che per due anni spinse la principessa di Monaco ad allontanarsi a cadenza regolare dai royal duties del Principato per accomodarsi nel buen retiro di Les Moulins du Villars a Gilette, un microscopico comune della Provenza. Una storia che nessuno avrebbe mai saputo se nel 2023 la casa d’aste Sotheby’s non avesse organizzato l’incanto della villa, svelando il legame profondo tra la splendida costruzione e la principessa più amata di Monaco.
Scovare quello splendido rustico con mulini ad acqua (da cui il nome) avvenne per caso. Nel giugno 1980, la principessa Grace e la figlia maggiore Carolina, in ripresa dal disastroso matrimonio fallito con il primo marito Philippe Junot, furono ospitate per una degustazione di formaggi e olio di oliva della zona proprio al Les Moulins du Villars. In quel primo giorno d’estate, quando la luce infinita sembra una promessa di vita, Grace si innamorò perdutamente degli spazi dello splendido ex frantoio del 17esimo secolo convertito in villa provenzale, costruito con pietre grezze della zona e circondato da più di duemila ettari di terreno che accolgono due sorgenti naturali indispensabili per il funzionamento dei mulini. Per lungo tempo, esaurito l’utilizzo come frantoio, la proprietà era stata completamente abbandonata, puntando più alle bellezze marine della non distante Costa Azzurra amata da Coco Chanel, e all’efficienza urbana di Nizza e della stessa Monaco, a poco più di un’ora di macchina dell’epoca. Ma il conte Jean Fernand Joseph Gouin de Roumilly, che negli anni 70 ne era diventato proprietario, aveva rapidamente compreso di avere tra le mani un autentico tesoro: per la struttura che aveva resistito persino all’incuria dell’abbandono, per la posizione strategica sulla mappa, e per il panorama rilassante che spaziava dai boschi alle casine del paese di Gilette. Quel vecchio rudere meritava un destino migliore e il conte Roumilly si impegnò in una ristrutturazione minuziosa, salvando le splendide pietre originarie e lavorando di fino sugli interni. Il risultato era la lussuosa villa che aveva accolto la principessa di Monaco e sua figlia: saloni e sale da pranzo, sette camere da letto dislocate su quattro piani, un ascensore nascosto, un patio per godersi l’aria aperta e una deliziosa piscina in giardino.







