La guida di Gaza alla fine della guerra potrebbe essere affidata all'imprenditore palestinese ed ex alto funzionario dell'Anp, Samir Hulileh, ritenuto una figura accettabile anche da Israele e dagli Stati Uniti, che governerebbe la Striscia con l'avallo della Lega Araba.
A promuovere l'operazione, che ha avuto uno slancio nelle ultime settimane, c'è il controverso lobbista canadese-israeliano Ari Ben-Menashe, secondo quanto ricostruisce Ynet.
Residente a Ramallah e economista di formazione, il curriculum di Hulileh include incarichi di alto livello nell'Autorità Nazionale Palestinese (come segretario generale del governo e viceministro dell'Economia e del Commercio) e ruoli di primo piano nella più importante holding palestinese, Padico. È considerato vicino al miliardario palestinese-americano Bashar al-Masri, noto per i suoi legami con l'amministrazione Trump.
A spingerlo per la carica di governatore c'è il lobbista Ben-Menashe: ex agente dell'intelligence israeliana, di origini iraniane, che sarebbe stato coinvolto nello scandalo Iran-Contra nei primi anni '80, salvo poi essere assolto al processo negli Usa. Ben-Menashe ha confermato il suo ruolo nell'operazione Hulileh, aggiungendo che il piano è in fase di sviluppo con alti funzionari statunitensi e prevede che la futura leadership di Gaza operi sotto l'egida della Lega Araba, in particolare di Egitto e Arabia Saudita. E la scelta di Hulileh potrebbe convincere anche Benyamin Netanyahu, che non vuole l'Anp al governo della Striscia ed ha invece immaginato l'ingresso di forze arabe. Nel piano di Ben-Menashe ci sarebbe anche lo sfruttamento dei giacimenti di gas naturale scoperti al largo di Gaza.









