GERUSALEMME – La chiama «diplomazia ombra» e lascia che l'oscurità si estenda al suo personaggio fino a lasciar credere di essere (di sicuro lo è stato) una spia. Perché l'ambiguità funziona con i clienti dell'autocrazia globale, spesso dittatori africani, pure la giunta militare in Myanmar: richiedono i servizi di Ari Ben-Menashe che promette contatti con i potenti occidentali, di aprire le porte sigillate dalle sanzioni, se non un invito nei salotti buoni almeno un incontro a luci soffuse nella stanza accanto.