In Italia, un dodicenne che commette un reato non può essere ritenuto penalmente responsabile. La ragione è stabilita dal codice penale, all’articolo 97, secondo cui i minori di 14 anni non sono imputabili. Ciò significa che non possono subire un processo penale né essere condannati. È appunto il caso dei minorenni che hanno investito e ucciso una donna di 71 anni a Milano.

La capacità di comprendere

Questa norma si basa sul principio che un bambino non ha ancora sviluppato pienamente la capacità di comprendere e controllare le proprie azioni. A 12 anni, lo sviluppo cognitivo ed emotivo è ancora in corso e la legge presume che non vi sia una coscienza matura del disvalore sociale e giuridico dei propri comportamenti.

Intervento educativo

Quando un dodicenne commette un atto previsto come reato, non si parla di punizione penale ma di intervento educativo. Il caso viene gestito dai servizi sociali o dal tribunale per i minorenni in sede civile, con l’obiettivo di prevenire il rischio di recidiva e di favorire il recupero. Le misure possono includere colloqui psicologici, sostegno scolastico, attività educative o inserimento in comunità, ma sempre con finalità rieducative e mai punitive.