I giovani pirati della strada che hanno travolto con l'auto la 71enne Cecilia De Astis a Milano l'11 agosto non sono imputabili di reato. I quattro ragazzini all'interno dell'automobile rubata sono tutti minori di 14 anni, hanno tra gli 11 e i 13 anni e per la legge italiana sono troppo giovani per avere la capacità di intendere e volere si presume a partire dai 14 anni.

Cosa dice il Codice penale?

L’art. 97 del Codice penale stabilisce che «non è imputabile chi, nel momento in cui ha commesso il fatto, non aveva compiuto i quattordici anni»: un minore di 13 o 11 anni, quindi, non può mai essere imputato. La questione fa riferimento al più ampio principio della capacità di intendere e volere si presume a partire dai 14 anni, applicabile in tanti ambiti di vita, ma più importante che mai nei casi di reato.

E per chi ha tra i 14 e i 18 anni?

La situaziona cambia lievemente dai 14 ai 18 anni. L'imputabilità, in questo caso, diventa “semiautomatica”. O meglio, il reo presunto può essere riconosciuto come responsabile, ma è compito della Procura indagare per accertarsi concretamente che al momento dell'atto fosse in grado di intendere e di volere. Così regolamenta l'articolo 98 del codice penale: un minore di età compresa tra i 14 e i 18 anni è imputabile solo se, al momento del fatto, aveva la capacità di intendere e di volere. L’imputabilità non è presunta né automatica: il giudice deve valutare caso per caso se il minore era sufficientemente maturo per comprendere il disvalore della sua condotta e controllare i propri impulsi