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Tajani: "Andamento in linea con le misure del Piano d'azione"
Corsa agli acquisti anticipati tra Roma e Washington per evitare l'impatto dei nuovi dazi entrati in vigore il 7 agosto. A giugno, l'Istat registra un +10,3% annuo delle esportazioni italiane verso gli Usa, con importazioni in arrivo da oltreoceano in aumento del 45,7%. La spinta americana ha trainato l'export complessivo verso il mondo (+4,9% in valore, +0,8% in volume), grazie soprattutto agli articoli farmaceutici e chimico-medicinali (+77%), settore tra i più esposti alla guerra commerciale: Donald Trump ha minacciato tariffe fino al 250%, anche se un'intesa con Bruxelles dovrebbe fissarle al 15%. Nel primo semestre le esportazioni italiane negli Usa crescono del 7,8%, confermando il mercato statunitense come destinazione primaria del Made in Italy dopo la Germania. Il saldo commerciale di giugno sale a 5,4 miliardi, ma nel trimestre aprile-giugno gli scambi calano (export -2,6%, import -1,7%). Nel semestre il saldo si riduce da 29,1 a 22,8 miliardi. "È certamente un dato positivo l'incremento del 4,9% sul 2024, ed è in linea con le misure previste nel Piano d'azione per l'export, lanciato lo scorso marzo", ha osservato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani (in foto). "Abbiamo reagito per tempo all'introduzione di nuove tariffe degli Stati Uniti, ma a fronte della complessa congiuntura internazionale è necessario fare di più", ha proseguito. Il presidente di Ice, Matteo Zoppas, ha visto nelle statistiche una "conferma del momento positivo del nostro export". Per Zoppas sono "da segnalare i risultati del primo semestre 2025, che vede l'export del Made in Italy crescere di oltre il 2% rispetto al primo semestre del 2024 (con un +1,4% solo di extra Ue)".







