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Senza un'intesa, forte impatto sul Pil europeo Muro di Washington contro il libero scambio

Il tempo stringe. Tra un mese esatto scade la finestra di tregua di 90 giorni sui dazi reciproci e i negoziati tra Stati Uniti e Unione Europea appaiono in una fase di stallo, mentre da oltreoceano il presidente Donald Trump palesa ottimismo sullo stato di avanzamento dei colloqui con la Cina. «Serve negoziare subito, perché l'unico grande problema delle imprese e dell'industria è l'incertezza», è l'appello arrivato ieri dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, che ricorda come gli Stati Uniti siano il secondo maggiore paese di sbocco per le esportazioni italiane con quindi il rischio concreto che la guerra commerciale si traduca in una crescita del Pil inferiore allo 0,6% indicato dalle ultime previsioni dell'Istat. Orsini ha acceso il faro anche sul tema della burocrazia europea: «Se Bruxelles togliesse i dazi interni la produttività salirebbe del 6,7%, equivalente a 1.000 miliardi».