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Cremlino ispirato dalla dottrina Gromyko. Ue via dal tavolo per smembrare l'Ucraina
Nella storia trattare con i russi non è mai stato facile e ad accorgersene in questi mesi è stato anche Donald Trump. Fiducioso di riuscire a ottenere un accordo con Vladimir Putin in tempi brevi, con il passare del tempo si è accorto della difficoltà di parlare con un interlocutore ostico come il presidente russo. La fiducia iniziale si è trasformata in frustrazione dopo gli incontri di Doha tra gli alti rappresentanti della diplomazia americana e russa e in seguito alle telefonate tra i due presidenti fino ad arrivare al punto in cui Trump ha reso pubblica tutta la propria contrarietà al modo di agire di Putin. Dopo vari colloqui telefonici in cui il presidente americano registrava a parole passi in avanti sulle trattative, nei fatti i russi continuavano non solo ad avanzare in Ucraina ma a intensificare gli attacchi e i bombardamenti.
In vista dell'incontro tra i due in Alaska è perciò bene tenere a mente le modalità con cui la Russia è solita condurre le trattative durante le guerre con numerosi precedenti che affondano le proprie origini non solo nel Novecento ma nei secoli passati. Vladimir Putin attinge infatti il proprio retroterra ideologico da un lato nella Russia zarista e dall'altro nell'Unione Sovietica facendo sue le lezioni apprese dal popolo russo in questi due momenti storici. L'importanza della diplomazia durante l'impero zarista è riassunta nel cosiddetto "grande gioco" che contrappose Russia e Regno Unito in Medioriente e Asia centrale nel corso del XIX secolo. Si tratta di una contesa diplomatica e dei servizi segreti tra le due superpotenze dell'epoca raccontata da Peter Hopkirk nell'omonimo libro.






