Nell’approssimarsi delle ferie estive, momento tradizionale in cui vengono sospese in pratica tutte le attività istituzionali, potrebbe essere interessante verificare l’evoluzione degli scenari che riguardano il mondo sindacale, sia in termini generali che nello specifico della Sanità. Innanzitutto, sembra che si cominci a incrinare il fronte del “no” ai rinnovi contrattuali alle condizioni proposte dall’Aran.
Il “polso” del comparto
Come è noto, fino a ora e in relazione alla tornata 2022-2024, si è vista la stipula del Ccnl del comparto delle Funzioni centrali e quello della Sanità che hanno siglato le Preintese, rispettivamente gli statali il 6 novembre 2024 (e il Ccnl definitivo il 25.1.2025) con una maggioranza del 53,71 % e la Sanità il 18 giugno 2025 con una maggioranza del 53,09%. Non si è realizzata invece il 21 luglio, dopo 14 incontri e 59 settimane, la condizione per la chiusura delle Funzioni locali che è stata rinviata al 9 settembre per un nuovo tentativo. Stessa situazione per il comparto Istruzione e ricerca che ha aggiornato la trattativa al 4 settembre.
Funzioni centrali “appesa”
La novità degli ultimi giorni è il probabile ripensamento della Uil che nel giorno della sigla della Preintesa dell’Area dirigenziale delle Funzioni centrali ha sospeso la propria decisione, tanto che sul frontespizio del testo contrattuale viene riportato un “si riserva“. È una situazione simile a quella che si creò per la Sanità nel 2018 allorquando la Preintesa del 23 febbraio non venne siglata da tre organizzazioni sindacali che successivamente modularono le proprie decisioni: Fials firmo il testo definitivo del 21 maggio, Nursing Up firmò per adesione l’11 ottobre e, infine, Nursind mantenne il proprio no alla firma.








