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8 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 17:49

Togliere i dipendenti della sanità dal perimetro della Pubblica amministrazione, in modo da ridurre le rigidità contrattuali. È la nuova idea del ministro della Salute, Orazio Schillaci, per favorire le assunzioni di medici e infermieri nel Servizio sanitario nazionale. Non è ancora chiaro dove il ministro pensi di dirottare questi lavoratori, in nome della flessibilità, ma i sindacati sono già preoccupati. Per Funzione Pubblica Cgil, si tratta di “un’implicita ammissione dell’inefficacia del nuovo Ccnl sanità, che non riesce ad essere attrattivo e a rispondere ai bisogni del servizio sanitario nazionale e dei suoi dipendenti”.

La proposta è stata illustrata dallo stesso Schillaci, in un’intervista al quotidiano La Stampa. Descrivendo le misure a tema sanità che potrebbero essere incluse nella prossima legge di Bilancio, il ministro ha indicato come priorità la risoluzione delle gravi carenze di organico nell’Ssn. “Assumeremo personale, anche con contratti, sia orari che retributivi, più flessibili – ha dichiarato -. Per fare questo stiamo pensando di togliere i dipendenti della sanità dal perimetro della Pubblica amministrazione, che comporta molte più rigidità contrattuali”. Schillaci, uscendo da un incontro con il titolare dell’Economia, ha messo sul tavolo un po’ di numeri della prossima Finanziaria – tutti da verificare considerando come furono disattesi i proclami del governo nella scorsa Manovra: “Ho appena incontrato Giancarlo Giorgetti e posso dire che non solo non arretreremo di un centimetro nel rapporto spesa-pil (che è tra i più bassi d’Europa, per una cifra oggi pari al 6,3% del pil, contro il 9-11% di Francia, Germania e Regno Unito, ndr) ma aumenteremo il Fondo sanitario 2026 di circa 6 miliardi (di questi, 4 erano già stati stanziati dalla precedente finanziaria, ndr), più dei 5,4 miliardi dello stanziamento record del 2020 per contrastare l’emergenza Covid”, ha dichiarato Schillaci.