Gli astri morenti spesso emettono lampi di luce prima di spegnersi. Così accade che le stelle dello spettacolo mandino i bagliori più estenuati e commoventi a pochi metri dalla fine, presunta o vera, e che alcuni registi li sappiano cogliere e sfruttare per portare sul grande schermo la meteora di un essere umano-attore in un gioco di specchi che trasforma il film in capolavoro. In The wrestler Randy Robinson, re del ring, vent’anni dopo l’apice del suo successo, conserva ancora la scheggia di sublime, ruvida e intensa, che lo ha fatto diventare un campione. Mickey Rourke lo interpreta con un volto tumefatto e provato, molto lontano da quello di 9 settimane e ½.

Mickey Rourke

Darren Aronofsky riprende Rourke mentre accetta nella penombra compensi troppo sottili, firma ai fan locandine di un’altra epoca, indossa abiti logori. L’attore entra nel personaggio con i muscoli gonfiati di steroidi, memori di vittorie e di fantasie che mandano il pubblico in delirio. Aronofsky, regista attratto dagli estremi (Cigno nero, The whale), ha voluto Rourke per il suo passato da ex pugile professionista, per la sapienza con cui si muove sul ring e per le traiettorie di vita simili a quelle di Randy. Dall’ascesa con i guantoni e sul grande schermo all’abisso delle droghe e dell’alcolismo. E, infine, la virata inaspettata verso il firmamento con una nuova pelle più sottile, dolente, ancora più vera. In Birdman l’attore Riggan Thomson (Michael Keaton), artisticamente morto dopo il distacco dall’omonimo supereroe che ha interpretato, continua a essere perseguitato dai suoi fantasmi. Thomson prova a cambiare strada recitando a Broadway in una pièce teatrale e Alejandro Iñárritu con un geniale uso del piano sequenza trasforma Keaton, attore nell’attore, in una supernova che gemmerà altri corpi celesti. In Birdman, come in The wrestler, c’è una figlia abbandonata da recuperare quando la luce della fama manda ancora deboli lampi. Allo stesso modo di Aronofsky con Rourke, Iñárritu gioca sul doppio binario verità-finzione, perché Michael Keaton è stato Batman per Tim Burton in due film dedicati all’uomo pipistrello.