Spiace per chi è convinto che il cinema debba mostrare solo le parti più appetitose della vita (le «fette di torta» di hitchcockiana memoria) perché a volte è proprio la routine quotidiana, il dovere ripetuto ogni giorno a diventare cinema. E grande cinema anche. Come succede in «L’ultimo turno» della svizzera Petra Volpe, che non a caso la regista aveva intitolato in originale «Heldin», cioè eroina.
«L'ultimo turno»: la routine di un'infermiera che evita le tentazioni melò (voto 7)
Il film della regista svizzera Petra Volpe non trasmette l'ansia per il risultato degli interventi, ma la fatica a cui deve far fronte la protagonista






