Una giornata di silenzio per romperlo. Smettendo di parlare di cibo per le 24 ore di questo lunedì 11 agosto perché parole, immagini, contenuti con la loro assenza focalizzino l'attenzione sulle privazioni alimentari patite dalla popolazione di Gaza.

L'iniziativa è stata lanciata da un gruppo di comunicatori del settore food che si occupa di cucina, alimentazione, ristorazione e tutto quanto fa "nutrimento" di vita, e dunque di pace. E per questo ha deciso di abbassare la voce per alzarla amplificando un appello di mobilitazione "sospendendo la pubblicazione di tutti i contenuti che riguardino il cibo".

"Di fronte a quello che sta accadendo a Gaza – spiegano gli ideatori dell'appello – ci sembra doveroso per chi come noi lavora, comunica e ama il cibo, prendersi una pausa nella pubblicazione di contenuti promozioni, immagini, ricette, storie, video e quant’altro relativi, per rispettare chi in questo momento si vede negato il diritto alla nutrizione e alla sopravvivenza e anche per manifestare il nostro dissenso verso l’inazione istituzionale".

L’idea

L'idea è quella per l'appunto di far rumore con un gesto (in)visibile: "Se il silenzio indica complicità, silenziare invece per una giornata i contenuti che amiamo, ma che oggi appaiono sempre più inopportuni, ci sembra un modo per esprimere una voce comune da parte di tutto il settore che da un lato generi rispetto, empatia e comprensione verso quello che sta accadendo e dall’altro esprima dissenso verso l’uso del cibo, e della sua privazione, come arma contro la popolazione civile".