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30 LUGLIO 2025

Ultimo aggiornamento: 11:52

“Non si può davvero capire cos’è la fame finché non si prova. Quando non è più solo una parola, ma una realtà che ti consuma la vita tutti i giorni”. È la testimonianza di Roba, un’operatrice Oxfam che vive nella Striscia di Gaza, dove le famiglie a fatica riescono a mettere insieme un pasto al giorno. Secondo l’Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), la principale autorità internazionale in materia di crisi alimentari, nella maggior parte della Striscia di Gaza “sono state raggiunte le soglie di carestia“. La malnutrizione, “è aumentata rapidamente nella prima metà di luglio”. Oltre “20mila bambini” sono stati ricoverati per malnutrizione acuta tra aprile e metà luglio, di cui “oltre 3mila gravemente malnutriti”.

Un allarme condiviso anche da Oxfam, che da tempo denuncia la situazione catastrofica della Striscia. “Il genocidio attuato da Israele sta portando Gaza alla fase finale di una catastrofica crisi umanitaria – spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – Il nuovo allarme lanciato dall’Ipc sulla carestia in corso, causata interamente dall’assedio omicida di Israele, deve spingere la comunità internazionale finalmente ad agire per fermare quanto sta accadendo. I leader mondiali fino a oggi sono stati divisi, complici, incuranti e inefficaci nel fermare la campagna di cancellazione della Striscia perpetrata da Israele, non riuscendo a proteggere il popolo palestinese. Adesso non hanno più scuse: mettere fine al genocidio di Gaza è una prova non solo della tenuta dell’ordine mondiale, ma anche della nostra umanità. Di questo passo ancora tantissime vite andranno perse, i lanci aerei di aiuti o le brevi pause umanitarie non sono nemmeno lontanamente sufficienti a scongiurare la strage di massa che ci troviamo di fronte. Serve una decisa azione diplomatica, comprensiva di tutte le misure restrittive necessarie nei confronti di Israele, per raggiungere un cessate il fuoco immediato e permanente e consentire l’ingresso di tutti gli aiuti necessari a salvare milioni di vite. Infine ribadiamo ancora una volta che tutti gli ostaggi e i prigionieri detenuti illegalmente devono essere liberati”.