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Ultimo aggiornamento: 18:34
“Lavoriamo in condizioni estremamente difficili. Ogni giorno è una lotta per consegnare aiuti attraverso strade chiuse, infrastrutture distrutte e minacce costanti. Questa non è solo una crisi umanitaria, è un incubo senza fine”. La testimonianza, registrata alcuni giorni fa, arriva da Motaz, un operatore dello staff di Oxfam impegnato nella Striscia di Gaza. In una situazione catastrofica, in cui la popolazione sta fronteggiando la carestia e la mancanza di beni essenziali, acqua pulita e medicine, il contributo delle organizzazioni è fondamentale. Ma anche il loro lavoro è costantemente ostacolato. “Come operatori umanitari – è l’appello – chiediamo il cessate il fuoco permanente e il completo accesso degli aiuti, Gaza non può più permettersi di aspettare”.
Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nel mese di luglio Gaza ha registrato il più alto tasso mensile di malnutrizione acuta infantile, con un aumento dei decessi legati alla fame nell’enclave. “A luglio, circa 12mila bambini sotto i 5 anni sono stati identificati come affetti da malnutrizione acuta a Gaza, il dato mensile più alto mai registrato”, ha affermato il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, dalla sede dell’Oms di Ginevra. “Dall’inizio dell’anno al 29 luglio sono morte almeno 99 persone, tra cui 64 adulti e 35 bambini, di cui 29 di età inferiore ai 5 anni”, ha proseguito Tedros. “Il volume complessivo delle scorte alimentari rimane del tutto insufficiente per prevenire un ulteriore peggioramento della situazione”, ha avvertito Rik Peeperkorn, rappresentante dell’Oms per i territori palestinesi, in videocollegamento.






