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Venerdì la presidente del Messico Claudia Sheinbaum ha respinto in maniera categorica l’ipotesi di un intervento dell’esercito statunitense nel suo paese contro i cartelli di narcotrafficanti. È una risposta a un presunto piano del presidente statunitense Donald Trump, raccontato pochi giorni fa dal New York Times ma su cui non ci sono ancora conferme ufficiali.
Secondo il New York Times, l’amministrazione Trump avrebbe inviato una direttiva al Pentagono, cioè al ministero della Difesa statunitense, per autorizzare operazioni militari contro alcuni cartelli della droga latinoamericani sia via mare che con interventi in territorio straniero, nei paesi in cui sono attivi. Commentando la notizia, Sheinbaum ha detto: «Gli Stati Uniti non verranno in Messico con l’esercito. Cooperiamo, collaboriamo, ma non ci sarà un’invasione. Questo è escluso, assolutamente escluso».
Gli Stati Uniti hanno una storia di discussi interventi militari per contrastare l’attività dei narcotrafficanti in America Latina, che sono generalmente molto ben armati e organizzati. Trump, a sua volta, ha fatto del contrasto ai cartelli della droga dell’America Latina e al traffico illegale di sostanze all’interno degli Stati Uniti un punto importante prima della propria campagna elettorale e poi del proprio mandato. Per come è stato raccontato, il suo presunto piano sarebbe una delle operazioni più aggressive pensate finora dalla sua amministrazione.














