Cessate il fuoco subito, solo poi possono aprirsi i negoziati. È tarda sera quando i leader europei condensano in un comunicato congiunto la posizione dell’Ue sul futuro dell’Ucraina. «I negoziati possono solo aver luogo nel contesto di un cessate il fuoco o di una riduzione delle ostilità» si legge nella nota firmata dalla premier Giorgia Meloni e da Merz, Macron e Tusk, insieme ad Ursula von der Leyen e il presidente finlandese Stubb. «Il percorso per la pace non può essere deciso senza l’Ucraina». Un messaggio forte diretto a Donald Trump dopo una giornata di fitti contatti diplomatici. Ruotata intorno all’incontro, anticipato dal Messaggero, fra il vicepresidente americano JD Vance e i consiglieri per la sicurezza nazionale a pochi chilometri da Londra.
«Apprezziamo gli sforzi di Trump per fermare le uccisioni in Ucraina, finire la guerra di aggressione russa e raggiungere una pace giusta e duratura» scrivono i leader europei allungando la mano al Tycoon che venerdì prossimo incontrerà in Alaska Vladimir Putin. Poi però piantano paletti chiari per la trattativa. Uno svetta su tutti: «I confini internazionali non possono essere modificati con la forza». Un assist a Zele nsky, che proprio ieri mattina ha rigettato la proposta di Trump di uno «scambio di territori» con i russi. Ed ecco il secondo paletto: «L’attuale linea del confine dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati» scrive Meloni con gli alleati europei. Tradotto: cessino le armi e nessuna concessione territoriale prima di sedersi al tavolo delle trattative.












