Un delicato ecosistema dove l'equilibrio tra natura e uomo è fonte inesauribile di suggestioni, ma anche scrigno di biodiversità e storie anfibie che, tra pesca, agricoltura, artigianato, raccontano una orogogliosa forma di (r)esistenza. Quello del Delta del Po è un territorio di grande fascino, che si riflette fedelmente nei suoi prodotti, nelle coltivazioni di terra e di acqua. La nuova Guida di Repubblica, racconta proprio questa anima sospesa tra terra e acqua, entrando nella profondità della parte veneta riconosciuta come Riserva MAB UNESCO, raccogliendo e raccontando molte di queste eccellenze, in un viaggio di 200 pagine che mette insieme interviste, focus tematici, itinerari tra storia, natura e arte. Eccone alcune.
Ostrica rosa del Delta
Prodotto di altissima qualità, coltivata nella Sacca degli Scardovari con il metodo chiamato “a sospensione”, viene chiamata anche “ostrica speciale di Tarbouriech” per via di Florent Tarbouriech, tra i massimi esperti internazionali di ostriche di lagune marine. È stato lui, infatti, a ideare una tecnica innovativa ed ecocompatibile per la coltivazione di questa ostrica dal guscio pulito, privo di parassiti, con carni dal gusto vellutato ma saporito, in perfetto equilibrio tra salinità e morbidezza. Come funziona? Le ostriche vengono incollate a funi che consentono di dosare acqua e aria con precisione, alternando periodi di immersione a periodi di esposizione all’aria e al sole per ben 36 mesi. La tecnica, arrivata dalla Francia, sfrutta la “marea solare” attraverso un argano, manovrato da un computer, che “legge” le caratteristiche ambientali e si aziona in rapporto alle condizioni delle maree della laguna, innalzando e calando le corde e riproducendo così esattamente l’effetto delle maree atlantiche. Grazie a questo movimento che sfrutta esclusivamente energie eco-sostenibili (come pannelli fotovoltaici), l’ostrica si irrobustisce e assume il caratteristico colore rosato, dovuto anche agli effetti dei raggi del sole durante le lunghe fasi di esposizione naturale all’aria. Questa varietà di ostrica ha grandi dimensioni del frutto e una complessità gustativa persistente al palato su cui influiscono le acque salate dell’Adriatico e quelle dolci del fiume Po. La carne è consistente, quasi croccante, e rilascia via via la sua freschezza.






