Negli ultimi 25 anni la popolazione mondiale di leoni si è dimezzata, e oggi il felino occupa solo il 10% della sua distribuzione storica. Il Wwf, in occasione della Giornata Mondiale del Leone (che si celebra il 10 agosto), denuncia le principali minacce: perdita di habitat per attività umane, conflitti, bracconaggio, riduzione delle prede e commercio illegale. Il leone africano, predatore al vertice della catena alimentare, è una “specie ombrello” fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi, la cui assenza può causare degrado ambientale, perdita di biodiversità e problemi alla fornitura di risorse come acqua e cibo.
In Kenya, il declino solleva timori per la salute genetica della specie, suggerendo la necessità di preservare e ripristinare habitat e diversità genetica. L’eccezione positiva è il leone asiatico in India, in crescita grazie a una rara convivenza con l’uomo.
Uno studio 2012-2017 mostra un aumento dei conflitti uomo-leone legati soprattutto alla predazione di bestiame, ma anche una tolleranza significativa (61%) dovuta a fattori culturali, leggi di protezione, compensazioni e adattamenti reciproci. Il Wwf sottolinea che il turismo basato sull’osservazione dei leoni può rafforzare la coesistenza, fornendo benefici economici e promuovendo una conservazione sostenibile condivisa dalle comunità locali.






