In 25 anni la popolazione mondiale dei leoni si è dimezzata ed il re della foresta occupa ormai solo il 10% della sua area di distribuzione storica. A lanciare l'allarme è il Wwf in occasione della Giornata mondiale, il 10 agosto, che celebra il più famoso dei felini.

Esistono però eccezioni virtuose come quelle che riguardano il leone indiano con un aumento della presenza e, spiega il Wwf, un esempio virtuoso di convivenza. In generale, spiega l'associazione, il futuro dei leoni è messo a rischio dallo sfruttamento del loro habitat da parte dell'uomo - e dagli inevitabili conflitti che ne conseguono - dal bracconaggio, dalla rarefazione delle prede e dal commercio illegale. Il leone africano (Panthera leo), in quanto predatore ai vertici delle catene alimentari, è considerato una specie ombrello, ovvero una specie la cui presenza determina una serie di effetti positivi per molte altre specie. Compreso l'uomo. La sua presenza è inoltre un indicatore dello stato di conservazione degli habitat. L'assenza dell'azione regolatrice del leone può causare a sua volta conseguenze dirette sulla vegetazione e sulla diffusione di malattie. Un degrado che può ridurre la capacità degli ecosistemi di fornire acqua, cibo e molto altro ancora. Il declino dei leoni in Kenya ha sollevato preoccupazioni sulla loro salute genetica e sopravvivenza a lungo termine.