Il 26 agosto di ogni anno è la Giornata mondiale del cane, istituita nel 2004 da Colleen Paige, un'attivista statunitense per i diritti degli animali e un'esperta di animali domestici. Una ricorrenza per riflettere sulla crescente importanza di questi meravigliosi animali nelle nostre vite e per sensibilizzare il pubblico sulla necessità di contribuire all’adozione di tutti quei cani che aspettano una famiglia dietro la grata di un box in un rifugio.

Già, ma celebrazioni a parte, sembra che negli 364 giorni, le cose non sembrano funzionare alla stessa maniera.

Boom di adozioni durante la pandemia

Durante la pandemia, tra il 2020 e il 2021, in Italia si è registrato un vero e proprio boom di adozioni di cani, frutto della solitudine del lockdown e della possibilità di uscire grazie alle passeggiate con gli animali. Secondo i dati dei rifugi Enpa, nel 2020 sono stati adottati oltre 8.000 cani e quasi 10.000 gatti, con un incremento del 15% rispetto al 2019. In alcune città i canili si sono persino svuotati: a Monza nel dicembre 2020 non c’era più un cane. Nel Sud Italia, storicamente segnato dal randagismo, le adozioni hanno registrato aumenti fino al 40%.

Ma la stagione felice non è durata a lungo. Con la fine dell’emergenza sanitaria, molti di quei cani sono stati riportati indietro: si stima che oltre 117 mila famiglie abbiano deciso di separarsi dal proprio animale con il 63% degli adottanti che lamentava una gestione quotidiana troppo impegnativa, mentre il 37% ha citato danni e disagi causati dal cane.