Chiude il ristorante umbro che riuscì nell’impresa di riportare la stella Michelin nella città del Pinturicchio, dove mancava da due decenni. Battaglia vinta nel novembre 2021 (mese per eccellenza di stelle emergenti e cadenti) e in città fu festa grande, anche fuori dal mondo dei cultori di stelle, cappelli e forchette. Ora è uno degli attori principali ad annunciare la fine del percorso con un post, Luca Caputo, già fondatore (sempre insieme al socio Simone Farinelli) del format Testone.

L’altro protagonista, lo chef Marco Lagrimino, aveva annunciato l’addio alla cucina con un post nel dicembre scorso: scelta di cuore, per dedicarsi alla famiglia e al figlio in arrivo.La cronaca della scelta, resa nota oggi, è condensata nel post di Caputo: il prossimo 31 agosto “spegneremo definitivamente le luci! È stato un bel viaggio, pieno di difficoltà ma con tante soddisfazioni”. E poi i ringraziamenti a tutti: “Clienti, fornitori, guide di settore e tutti i ragazzi che nel corso degl’anni hanno preso parte a questo progetto”.

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La storia

L’Acciuga nasce con un obiettivo ambizioso: portare l’alta cucina in periferia, in una zona di Perugia dove nessuno si sarebbe aspettato un ristorante stellato.Il nome stesso, “Acciuga”, è un omaggio alla cucina povera: un pesce umile, storicamente usato nelle campagne come sostituto del sale. E proprio su questa filosofia si basa il progetto: valorizzare i prodotti locali, lavorare a km zero, stringere alleanze con i produttori umbri per creare una cucina contemporanea ma radicata nel territorio. Lagrimino era arrivato a Perugia con importanti munizioni di esperienza, soprattutto all’estero dalla Germania a Londra, dove ha lavorato con Nobu (imparando la cucina fusion tra Oriente e Occidente), passando per Sketch di Pierre Gagnaire e il ristorante Dinner di Heston Blumenthal. Tornato in Italia, ha collaborato con Vito Mollica al Four Seasons e con Entiana Osmenzeza al Gurdulù, prima di aprire il suo Momio a Firenze, che lo ha fatto conoscere al popolo gourmand.