Diecimila passi al giorno per stare bene? Solo un falso mito. E a dirlo è la scienza. Se per anni abbiamo pensato che fosse quello lo standard da seguire per mantenersi in forma, adesso scopriamo invece che a sostegno di quel suggerimento non c’è nessuna prova scientifica. Ma da dove nasce quella cifra? Pare sia stata inventata in Giappone negli anni Sessanta, poco dopo le Olimpiadi di Tokyo e in concomitanza con l’uscita di un pedometro, uno strumento che serve proprio a contare i passi. Si trattava di una campagna pubblicitaria, insomma. Era il 1965 e oggi, dopo 60 anni, quello dei diecimila passi è rimasto inspiegabilmente uno dei pilastri più forti del mondo della salute e del benessere. Un mito sponsorizzato pure dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), anche se non come dato scientifico, ma comunque come raccomandazione di buon senso.

A far crollare questo castello di carte è stato uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica inglese The Lancet, secondo cui bastano settemila passi al giorno – l’equivalente di un’ora di camminata – per mantenersi sani e veder ridurre il rischio di malattie cardiovascolari, diabete, alcuni tipi di cancro e mortalità prematura. Questo, tra l’altro, rappresenta anche un obiettivo più realistico e raggiungibile per chi magari fa fatica a definirsi un atleta. Lo ha spiegato la scienziata Melody Ding, professoressa di epidemiologia dell’università di Sydney, in Australia, e prima autrice della ricerca che ha contribuito a demolire una convinzione pluridecennale.