Ogni giorno alle 17 Gianni Berengo Gardin spariva per qualche ora. Correva l’anno 2013 e il fotografo stava allestendo la sua personale alla Casa dei Tre Oci alla Giudecca a Venezia. «Qualsiasi cosa stessimo facendo lui a quell’ora diceva che se ne doveva andare e che ci saremmo rivisti per cena - ricorda il critico e autore Denis Curti, all’epoca curatore della mostra e di Contrasto - Dopo una settimana mi mostrò il reportage sulle grandi navi a Venezia che aveva realizzato in quei giorni. Lui era così. Aveva un intuito giornalistico incredibile ed era un vero intellettuale».
Morte Gianni Berengo Gardin, sua la battaglia contro le grandi navi a Venezia: «L'intuito era la sua forza»
Berengo Gardin e la storia del lungo legame con la città lagunare. Gli amici: «Così sono nati quegli scatti iconici»










